«Come è bella la città, come è grande la città… con tanta gente che lavora, con tanta gente che produce».Così, nel 1969, Giorgio Gaber descriveva con ironia e sorprendente lungimiranza il futuro delle grandi aree urbane — quelle che oggi definiamo città metropolitane — in un’epoca in cui sembrava che l’Italia dei distretti industriali, delle piccole imprese e delle società intermedie dovesse rappresentare il vero modello vincente degli anni a venire…
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