Il fermento delle città intermedie

Secondo rapporto

In continuità con il Primo Rapporto, questo volume pone al centro dell’attenzione il tema del futuro delle città intermedie – come le immaginiamo e come le costruiamo – alla luce degli incessanti cambiamenti demografici, istituzionali ed economici. Si descrivono città i cui assetti urbanistici riflettono interventi e politiche disegnate su mappe non sempre sovrapponibili con le esigenze dei diritti di cittadinanza. L’accessibilità ai servizi essenziali, la fruibilità dei servizi urbani, le infrastrutture materiali e immateriali sono delle sfi de costanti, ma si parte dalla convinzione che le città sono plastiche e come tali assumono qualsiasi forma si escogiti per stabilire un’identità praticabile. Quali azioni sono messe in campo per fronteggiare le criticità economiche e sociali? Quali strategie sono attivate per un progetto di sviluppo economicamente sostenibile e attento alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini? Quali percorsi si aprono e quali modelli di governance contribuiscono o possono favorire processi di sviluppo innovativo con la partecipazione dei cittadini? Quali opportunità sono state colte e quali aspetti vincolanti sono stati ravvisati nel gestire le risorse messe in campo dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

Con questo secondo volume l’osservatorio sulle città intermedie si arricchisce di ulteriori e preziosi elementi conoscitivi. Alle dieci città prese in considerazione nel primo lavoro di ricerca – Ascoli Piceno, Benevento, Cosenza, Foligno, Lecce, Parma, Pordenone, Ragusa, Rieti, Varese – si aggiungono Catanzaro, Chieti, Lecco, Livorno, Macerata, Novara, Padova, Salerno, Taranto e Caltagirone, quest’ultima come città intermedia di un’area metropolitana. Un universo di città ricche di risorse sociali e culturali. Città che in molti casi diventano hub in grado di connettere centri urbani minori con le reti globali. Luoghi che si trasformano in ecosistemi dinamici, alternativi alla congestione delle aree metropolitane. Città abitate da una ricca rete di soggetti che a vario titolo innervano gli spazi fisici, generando quei valori comunitari che la popolazione percepisce come produttori del senso di cittadinanza. In breve, città orientate a creare opportunità per costruire futuro.


Copertina del volume l'Italia Policentrica

1° Rapporto sulle città di medie dimensioni

La costituzione delle città metropolitane ha aperto un nuovo scenario nell’organizzazione dei territori e ha generato interrogativi sulle aree non metropolitane, sulle città di medie dimensioni o, come si definiscono in questo volume, città intermedie: luoghi ricchi di patrimonio culturale, sociale e produttivo. Un universo segnato da profondi mutamenti e processi plurali di sviluppo, entro una cornice che ingloba una cultura dell’innovazione e investe i sistemi di vita individuali e collettivi in un quadro di scarse risorse. I cambiamenti demografici, istituzionali ed economici stanno ridisegnando le dinamiche sociali e spingono verso una nuova stagione di politiche territoriali da cui partire per interpretare nuove geografie. Come le città intermedie si attrezzano rispetto alle sfide prodotte da tali processi? Quali opportunità hanno per svolgere un ruolo propulsivo per lo sviluppo del Paese? Alla luce dei cambiamenti intervenuti con le recenti riforme istituzionali, quali traiettorie perseguono e quali sistemi di governance stanno costruendo? 

Il volume offre un quadro articolato di riflessioni e descrive il profilo di dieci città – Ascoli Piceno, Benevento, Cosenza, Foligno, Lecce, Parma, Pordenone, Ragusa, Rieti e Varese – selezionate tra le altre città intermedie, individuate in base alla dimensione demografica, all’offerta di servizi, alla attrattività turistica e alla vocazione manifatturiera. Città che stanno sperimentando forme inedite nelle politiche di sviluppo locale. I temi messi in campo riguardano i modelli e le strategie di governance, l’Agenda Digitale e l’e-government, il sistema del welfare locale e dell’offerta culturale, l’Agenda Urbana e, non da ultimo, la realtà produttiva e quella delle emergenti startupinnovative. Una rappresentazione basata sugli esiti di un confronto che gli autori del volume hanno avuto con alcune figure apicali del mondo istituzionale e del Terzo Settore, del mondo economico-imprenditoriale e della cultura.