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[Patrimonio Quo Vadis] Paesaggio, un bene comune da riconoscere e tutelare come valore primario

A vent’anni dalla firma della Convenzione Europea del Paesaggio, possiamo affermare che al termine “paesaggio” non è stata associata una definizione univoca e condivisa.

Sono trascorsi vent’anni. Era infatti il 20 ottobre 2000 quando, a Firenze, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, è stata firmata la Convenzione Europea del Paesaggio, oggi sottoscritta da 39 Paesi. Nonostante il tempo trascorso, ancora oggi possiamo affermare che al termine “paesaggio” non è stata associata una definizione univoca e condivisa. La Convenzione considera il paesaggio come una “determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”, la “componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale, nonché fondamento della loro identità”. Il termine “paesaggio” definisce quindi una parte di territorio che viene riconosciuta o meglio “percepita” dalle popolazioni che abitano tale luogo. Questo carattere del paesaggio è legato quindi a fattori naturali e culturali/antropici, chiarendo definitivamente che il concetto di paesaggio non è definito solo dall’ambiente ma soprattutto dalle trasformazioni che le popolazioni generano sui loro territori e che ci permettono di osservare “quel paesaggio” e riconoscerlo come tale.

Fonte: AgCult

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